Tuesday, 11 July 2006

Prendendo le distanze


Mi piace usare Google Earth.
Spesso solo per cercare luoghi e strade che conosco bene, come quella di casa.
Forse per controllare che siano lì, sulla mappa, nella realtà e non solo nella mia testa.
A volte mi occorre solo poter immaginare come apparirà un luogo verso il quale sono diretto.
Lo trovo meraviglioso anche quando i tempi di risposta sono lenti o qiando manca il necessario dettaglio in alcune zone.
Rispetto solo a quello che potevamo fare due lustri fa é sbalorditivo.

Da bambino l'immagine una linea rossa che univa punti su di una mappa geografica apparteneva unicamente ai film di Indiana Jones. Oggi un qualsiasi sitema di navigazione ci presenta mappe in prospettiva che si prendono anche il disturbo di indicarci il prossimo distributore.
Ma dopo aver ammirato con un misto di infantile stupore e matura paranoia l'immagine del mio quartiere ripresa con impressinante nitore da un satellite lontano kilometri (con la "k"?!?) quel che mi piace fare è allargare lo zoom e collegare i diversi punti tra loro in una scala nazionale, continentale, planetaria.

Oggi vorrei fare così. Osservare da lontano la mia vita e collegare i puntini con un filo rosso.
Da settimane, mesi mi chiedo che ci sto a fare qui. Come ci sono arrivato e perché?
Perché le mie frustrazioni? Per le mie scelte? E allora, perché QUELLE scelte e non altre?

E' necessario recuperare il quadro d'insieme.

Non ho scritto una sola riga sul lavoro appena finito per Alessandro. Alcuni Layout.
Magari potrò pubblicarli qui sul blog. Non sono stati un granché, temo.

Sono le 2,30 di notte. Vado a nanna.
Ma riprenderò da qui.

Buona notte.
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