Wednesday, 20 June 2012

No Excuses

Mi pareva che ci fosse una canzone che si chiamava così.
E in effetti c'è;, ma è degli Alice in Chains e dubito di conoscerla. Probabilmente la canzone che ho in mente io è un'altra che contiene la stessa espressione.

Il titolo del post siannovera nella categoria "buoni propositi/auto-redarguizioni".

Le scuse che non mi è permesso di usare sono la mancanza di tempo e di sapzio.

Bisogna scrivere e disegnare ogni giorno. Perché lo dice(va) Ray Bradbury:

"You have to write!" he would tell people. "You have to write every day! I still write every day!"

La citazione viene da un articolo di Nail Gaiman, che in numerosissime altre occasioni ha ribadito lo stesso concetto a tutti gli aspiranti scrittori.

Io non voglio essere uno scrittore, ma un fumettista, il che non mi esime dalla pratica quotidiana dello scrivere. Al contrario: mi impegna doppiamente a scrivere e a disegnare ogni giorno.

Nel libro/conversazione tra Eisner e Miller (autore quest'ultimo con sui ho dei probelmi ma che non si puó non amare proprio per questa bellissima pubblicazione), il vecchio Frank cita l'importanza dell'acquisizione di una disciplina: disegnare un certo numero di ore, sempre uguale, tutti i giorni.

Ancora questa mattina riflettevo sul perché ho sempre desiderato dare l'illustratore/fumettista. Non perché è un lavoro "figo" o "facile" (Dio sa se è difficile), ma perché se voglio anche poter vivere, avere relazioni umane significative, poter andare dal barbiere, fare la spesa, giocare coi miei figli, andare al barbecue dei vicini  e ogni tanto persino svagarmi, ecco allora devo poter disegnare durante le ore di lavoro.

Non solo: gli unici problemi  che mi sento a mio agio nel risolvere sono quelli del disegno
Qualunque altro lavoro presuppone un insieme di competenze che posso solo fingere di avere.
Davvero. La responsabilità di fare bene il mio lavoro è resa più pesante dalla paura che qualcuno prima o poi scopra che sto fingendo, che non sono un vero tecnico di computer, così come non ero un "vero cameriere", o un "vero camionista". Ci sono capitato in questi ruoli e ho cercato di recitare la parte al meglio.

Fino a quando non sarò un disegnatore professionista, dovró fare tempo per la pratica quotidiana e questo comporterà dei sacrifici.

Questi post sono un aiuto in tal senso. Mi sono accorto che scrivo male e ho il sospetto di parlare male e di conseguenza di pensare male.
Utilizzo troppo facilmente locuzioni o espressioni d'uso comune. Esagero nel tentare di creare un tono colloquiale nella mia prosa infarcendo i periodi di "dunque", "quindi", "poi" seguiti da virgole o punti di sospensione (bleah)

Che il blog diventi una palestra affinché io possa raggiungere uno stile chiaro e scorrevole e una mente agile e acuta.
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