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Tuesday, 19 April 2016

Spidey, Lee, Kirby, Chabon, factoids and pics

I didn't know about this interesting story appeared in the New York Post

Long story short: Spider-Man name and outfit could have been inspired by an Halloween costume produced by the company Ben Cooper, Inc.

Nobody actually claims it and it could be a bit of a stretch, but there are some clues that make this theory fascinating.

1) The outfit has a webbed motif, and the mask presents a spider-web centered between the two holes for the eyes.

2) The name Spider-Man was printed on the suit

3) The model was discontinued by the company, who replaced it in their catalog with an actual licensed Spider-Man costume, the first licensed Spider-man product (or maybe even Marvel's first licensed product) in early 1963, long before Spider-Man reached popularity.

4) In his book The Silver Age of Comic Book Art Arlen Schumer claims that the creation of the Hulk may have been the popularity of the Frankenstein 1961 toy, which displayed a green-skinned creature on the box (hence the mandate to color Hulk green, instead of its original grey) - This as well is an assumption, not supported by any evidence, but if true, it reinforce the idea that Marvel was not shy of picking up ideas and trends from toy producers

I must stand with Ditko, who rebuts the "accusations" (if we can call them) and says that clippings alone do not equal proof. Besides, Spider-Man suit design, however unusual, is very much in line with other Ditko stuff.

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On the theme of creatorship and credit, I discovered Michael Chabon has written a short story about two ageing comic book creators, who essentially are a thinly-disguised fictional version of Lee and Kirby.

I haven't read the story... yet.

More on it soon.

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It was John Romita's idea to kill Gwen Stacy.

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This Supergirl illustration is beautiful.






Tuesday, 24 September 2013

Steve Ditko

I first encountered Steve Ditko's art on the pages of Marvel Comic's Indiana Jones comic books in the late eighties.
Not much later I learned he was the creator, together with Stan Lee, of Spider-Man.

Still I was completely oblivious about his rather interesting career until this documentary aired on BBC.

Enjoy




Friday, 26 September 2008

Secondo capitolo della mia personale guida al meglio del web-per-chi-ha-tempo-da-perdere.
Come accennavo in un post precedente, ciò che genera nausa nel Web è il rincorrersi di commenti, risposte e riciclaggi che proliferano con velocità virale.
Hai un'idea divertente? Il giornodopo è già presa, smontata, copiata, commentata, masticata e sputata.
Ci sarebbe da arrendersi.
Per questo sono rimasto sorpreso della piccola quantità di inchiostro versata riguardo Michael Argusso, noto con il modesto nome di “ItsJustSomeRandomGuy” o ancora più semplicemente “Random Guy” (letteralmente: “Tizio qualunque” o meglio “un tizio a caso”) e dalla esigua serie di imitazioni-omaggi-riletture che il suo materiale ha avuto.

Si badi, non è passato inosservato: i suoi video sono stati cliccati MILIONI di volte, il suo canale vanta una alta posizione per numero di abbonati su Youtube dove, visto il numero di utenze, qualsiasi posizione a due cifre può considerarsi un successo.

Forse complice una sua certa ritrosia dell'autore a parlare di sè se non attraverso i suoi filmati, di lui non si trovano che poche notizie sparse.
Allora ne parlo io, convinto che il buon lavoro vada premiato.

Argusso ha cominciato da una parodia (sì, anche lui).
Prendendo spunto dalla celebre e riuscita campagna pubblicitaria Get A Mac della Apple, già soggetto di numerose riletture, il ventisettenne americano ha cominciato a inscenare piccoli sketch che vedono protagonisti diversi supereroi delle due maggiori concorrenti americane Marvel e DC.



L'approccio è lo-tech: Argusso non fa altro che tenere in mano di fronte alla camera del proprio computer alcuni pupazzetti dei suddetti eroi.
Non c'è l'ombra di animazione passo uno.
Siamo quasi dalle parti del fotoromanzo, per dare una vaga ilusione di movimento Argusso cambia la posizione dei personaggi da un'inquadratura all'altra.
Quello che manca in effetti speciali è però compensato dall'ottima capacità di Argusso nel creare le caratterizzazioni vocali dei personaggi (spesso basate sulle voci degli attori che hanno interpretato i vari ruoli negli ultimi anni) e dal suo frizzante senso of humor.
Quanto sia difficile scrivere buoni dialoghi comici a “botta e risposta” che siano spigliati oltre che effettivamente divertenti per contenuto e “delivery” fatevelo dire da chiunque lo fa di mestiere.

Nei primi video della serie Superman si vede costretto ad ammettere, di fronte ad un imbarazzato Spider-man, la supremazia strategica nel marketing da parte della rivale Marvel, soprattutto nella gestione delle cosiddette movie-franchise.
GLi spot della Apple sono copiati per struttura ed in effetti ciò che fa ridere è la applicabilità della stessa formula ad un contesto completamente diverso (lì i computer, qui i film di supereroi)
A poco a poco si è visto aumentare il numero dei personaggi, tutti rigorosamente presi dalle pagine a fumetti: Batman, I Fantastici 4 e via aumentando.
Ironizzando sia sul contenuto delle storie a fumetti deipersonaggi, sia sulle spasmodiche attese dei fan per il prossimo hit cinematografico Argusso è esploso in una serie di divertentissime battute che si sono presto trovate strette nella formula "Apple".



La scena si sposta in un bar: scopriamo così che i supereroi vivono in una specie di cartoonia sospesa tra il mondo reale e quello delle loro storie a fumetti. Le loro identità e i loro poteri sono quelli che conosciamo, così come il loro carattere e le loro vicende personali, ma anche per loro i film sono film.

In una specie di "dopo lavoro", i diversi eroi si incontrano, parlano dei loro problemi, dei film su di loro e degli attori scelti per impersonarli, hanno le loro frustrazioni e le loro presunzioni, si innamorano.
Nascono invidie sulla base del regista chiamato al dirigere la prossima pellicola o sul successo monetario dell'ultimo capitolo.
Una nota amara si aggiunge quando gli stessi eroi si rendono conto di essere inverosimili, o peggio irrilevanti, oppure di avere passati davvero tragici, in un gioco totalmente autoreferenziale e squisitqmente scoperto.

Nonostante l'autore abbia col tempo dato maggiore attenzione alla confezione dei suoi filmati, con l'aiuto di una paziente fidanzata che realizza prop o vestiti di scena, la tecnica è rimasta molto semplice. E ci va bene così, perchè la qualità della scrittura nel frattempo è rimasta costante, anzi è migliorata.

Dopo primi sketch autoconclusivi Argusso è passato a realizzare interi archi narrativi di sei-otto episodi senza mai perdere di vista gli ormai numerosissimi personaggi che popolano la serie e utilizzando alcuni spunti marginali, anche piccoli, come trampolino per storie o gag successive.



Non vi racconto cosa è accaduto finora, per non togliervi il piacere della visione, ma per stuzzicare la vostra curiosità vi dico solo che al momento la seconda serie è cominciata: L'Uomo-Ragno tenta di diventare il sidekick di Batman, il Green Goblin è sotto allucinogeni mentre i buoni sembrano essere diventati i cattivi...



Il successo di Argusso sulla rete ha portato gli organizzatori della New York Comic Con a dedicargli un piccolo panel durante la manifestazione e gli ha chiesto di realizzare alcuni spot destinati al web per promuovere l'evento (la Marvel che nel frattempo ha notato il giovane ha dato il permesso all'uso dei propri personaggi)

In effetti la domanda che nasce spontanea è: “quanto ci metteranno editori di fumetti o stazioni TV ad accorgersi del talento di questo ragazzo e a dargli qualche idea da sviluppare?”
Senz'altro ha dimostrato di saper scrivere dialoghi, di saper caratterizzare i personaggi, di conoscerne sia la psicologia che la mitologia e si saper creare un intreccio.
Resta da vedere se il ragazzo sia in grado di scrivere anche altri generi e altri personaggi oppure se, ma questo lo ritengo improbabile, non sia assolutamente disinteressato a possibili patti faustiani col mondo dello show business e che si “accontenti” di regalare divertimento gratis ad un fedele (e crescente) seguito.
Purtroppo la frequenza dei filmati non è altissima, ma può anche darsi che Argusso abbia di meglio da fare che giocare con i pupazzetti, o che qualcosa stia bollendo in pentola)...