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Friday, 2 April 2010

Qui vincit


Sentivo, giardavo, leggevo i commenti alle elezioni regionali.
Adesso che la polvere comincia a posarsi si vede più chiaro che risultato è stato.

Mentre le proiezioni arrivavano, tutti cantavano vittoria.
Il PdL col suo "ce l'abbiamo più grooso" la Lega con il suo "ce l'abbiamo più duro", il PD con i suoi "risultati significativi", l'IdV con l'aumento dei suoi voti (1)... persino Grillo esulta per le sue percentuali (2)

E io penso: "Se tutti, Berlusconi, Bersani, Di Pietro, Bossi, Grillo, TUTTI, hanno vinto, vuol dire che NOI abbiamo perso".

Note:

1) Lascio perdere la triste citazione di Buttiglione, che dice: "Siamo stati determinanti con la nostra alleanza laddove abbiamo sostenuto il candidato vincente". Che si traduce con: "Siamo Democristi, fiutiamo la situazione a miglia di distanza e ci siamo accollati al candidato con più possibilità di vittoria".

2) Per quanto riguarda quest'ultimo: io sono felice del risultato, e ovviamente lo considero all'interno del panorama mediatico italiano, dove nessuna TV e pochi giornali hanno spazio al MoVimento, ma davvero la strada da fare è tanta e un po' di ironia su dei risultati comunque modesti non avrebeb guastato.

Thursday, 24 September 2009

News on the march

Due giorni fa ho sentito un'intervista buffissima sulla BBC.

In occasione dell'attentato costato la vita a 6 militari italiani a Kabul, i politici dello stivale hanno pronunciato una prevedibile serie di frasi di circostanza annunciando "exit strategies" ma anche "rinnovato impegno nella missione" etc.

Sorpresi da uscite contraddittorie (persino per un paese come il Regno Unito dove i politici cercano sempre di correre sul filo) all'interno della stessa coalizione o addiruttura partito, i giornalisti inglesi hanno chiesto lumi a un senatore PdL.

Riassunta all'osso la conversazione suonava così:

D: "Ma quale è la vostra posizione?"
R: "Restare in Afghanistan, abbiamo un impegno."
D: "È quello che ha detto il vostro ministro degli esteri, ma il presidente del consiglio ha invece detto che vuole portare a casa i vostri soldati al più presto, non vede una contraddizione in questo?"
R: "No."
D: "Berlusconi sta cercando di compiacere gli Italiani con queste dichiarazioni?"
R: "No, perché la nostra politica non la decidono i Talebani. Noi siamo in missione di pace e resteremo. Poi, ovviamente Berlusconi cerca di compiacere gli Italiani dicendo così."

Ok, il senatore forse ha perso la sfumatura del temine "to play to the Italians' sensibility" e ha involotariamente confermato la domanda del giornalista, mentre voleva dire che Berlusconi "tiene conto dei sentimenti degli Italiani". È ridicolo ma in Italia ci dobbiamo accontentare che il senatore parli Inglese (un Inglese un po' infelice quando ha detto che l'Italia ha già perso "20 guys" in Aghanistan, che letteralmente si traduce con "venti tizi").

Les duellants françaises

Sempre dalla BBC news apprendo che in Francia é cominciato il processo che vede l'ex ministro De Villepin imputato di aver dolosamente cercato di discreditare l'attuale presidente Sarkozy, attraverso una trama complicata fatta di conti esteri e altre amenità.
Quegli esagerati dei Francesi lo chiamano "il processo del secolo" e il commentatore inglese affermava che se fosse stata editor per una collana di libri thriller e se un autore gli avesse proposto una trama del genere, lei l'avrebbe sicuramente scartata per il poco realismo.

Dannazione, vuol dire che dovrò rivedere il plot del mio libro!
Parla di un potente tychoon dei media, con un debole per le donne, che costruisce le sue ricchezze grazie ad agganci con la mafia, la massoneria ed ancora tramite un complicatissimo ginepraio di società off-shore che gli garantiscono fondi neri per innaffiare di tangenti il presidente del consiglio. In seguito nemmeno le confessioni o le condanne degli avvocati, dei manager, delle prostitute di questo tychoon o le rivelazioni di collaboratori di giustizia riescono a portarlo in carcere perché nel frattempo ha usato il suo potere mediatico e il fallimento della classe politica che lo ha generato per farsi eleggere primo ministro e fare leggi che gli garantiscono l'immunità.

Altri commenti

È uscito Il Fatto Quotidiano.
È il buon giornale che mi aspettavo. Ci sono ampi margini di miglioramento, ma per essere un giornale fatto da una manciata di persone è davvero ben fatto. La qualità degli articoli ottima. Speriamo duri.

Monday, 27 July 2009

Promesse da re





Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato. Ed essa, istigata dalla madre, disse: "Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista".
“Urca” disse Erode “va bene lo stesso un bracciale con una tartarughina?”

Thursday, 23 July 2009

Supercazzola prematurata

Il direttore di “Avvenire”: Forse avrete notato che ieri nella prima pagina di Avvenire non c’era alcun cenno alle ultime spiegazioni avanzate da Silvio Berlusconi. Quelle per intendersi sul «non sono un santo» o «nelle mie dimore passano anche i leader politici del mondo». Ne riferivamo, com’è ovvio, all’interno del giornale, in sede di cronaca, e la notizia era pure presente sul nostro sito; ma «in vetrina» abbiamo preferito sorvolare. Un modo per esprimere disagio rispetto al coinvolgimento di termini di qualche delicatezza per la sensibilità dei nostri lettori. E un modo per prendere le distanze pure dal seguito di una vicenda che non solo non ci convince (com’è ovvio), ma che – per quanto ci è dato di capire – continua a piacere poco o punto a larga parte del Paese reale. Le «rivelazioni» – non sappiamo quanto autentiche –, che si succedono, a disposizione di chi ha la curiosità di continuare a leggerle o ad ascoltarle, non aggiungono (probabilmente) nulla a uno scenario che già era apparso nella sua potenziale desolazione. Nel constatarlo non ci muove alcun moralismo, ma il desiderio forte e irrinunciabile che i nostri politici siamo sempre all’altezza del loro ruolo. Chiarezza per ora non è venuta, ed è un fatto evidentemente non apprezzabile, ma non è questo francamente quel che oggi ci preoccupa di più. Non ci piace che determinati comportamenti siano messi a confronto con un consenso – emergente dai sondaggi – che di per sé è qualcosa di inafferrabile, quasi che da questi possa venire l’avallo a scelte poco consone; così come non ci piace che sull’intera vertenza gravi il sospetto di una strumentalità mediatica, inevitabile forse ma non liberante, circa il punto di vista da cui si muovono le accuse. C’è davvero per la classe politica, ancor prima della decenza, un a priori etico che va salvaguardato sempre e in ogni caso? E che va fatto valere nelle situazioni ordinarie come in quelle straordinarie? Ecco, solo se una simile consapevolezza dovesse ad un certo punto emergere dal dibattito, si potrà allora dire che questa tornata ha paradossalmente avuto una sua, per quanto amara, utilità. Diversamente il Paese, che si è scoperto vieppiù attonito, potrebbe sentirsi anche leggermente raggirato.

(vorrei tenere separate le cose, ma con l'abbondanza di commenti e di disegni che si prospetta c'è il rischio che poi non riesca a pubblicare tutto quello che volgio nei tempi che voglio. Il disegno qui sotto è mio.)

Berlusconi e le "escort"

Il Times: “È come Mao”, ma secondo la Pravda è la dimostrazione di una proprompente virilità. Putin di vista...

"All'inizio mi hai fatto un dolore pazzesco"

La Daddario a letto soffre.
Metti tu l’apostrofo.

Wednesday, 22 July 2009

Re Sòla

Ringrazio Marco Travaglio per la nuova bellissima definizione.

(Dio, anche "il cavaliere di Hardcore" è da antologia)...

Wednesday, 29 April 2009

Ciarpame. Ovvero: ma é possibile affidare la speranza a una donna di mezz’età con la boccuccia siliconata?

Vedere una donna che il lifting riesce solo per metà a salvare, con due labbra a canotto che le impediscono di avere la naturale bellezza di una donna che attmpa, vedere questa donna, dicevo, che per anni ha accettato i complotti e le furberie del marito, che ha accolto come una bella statuina leader internazionali nelle sue tenute (confondendo irremediabilmente pubblico e privato), vederla incazzata per l'ennesima uscita del consorte fa sorridere.
Per diversi motivi.
Un po’ perché proprio ora che Sua Bassezza Irreale raggiunge consensi senza precedenti ecco che l’attacco gli arriva da casa.
Ma anche perché arriva fuori tempo massimo.
Certo, per coerenza e forse persino per umiltà Veronica Lario si é sempre fatta da parte.
È un'attrice, e il solo fatto di essere la moglie dell'uomo più potente d'Italia non la qualifica a dare giudizi o a entrare di prepotenza nella vita pubblica.
In un paese dove l'amoralismo familiare regna sovrano è una scelta encomiabile.
Veronica ha accettato le lusinghe di un uomo ricco e sposato ben sapendo di averlo conquistato solo in virtù della propria figura (quando gli apparve nuda a teatro), qualsiasi commento negativo da parte sua sarebbe stato fuori luogo.
Non dico che Madonna Berluscona non abbia il diritto ora ad esternare i propri sentimenti (con uno stile signorile, se confrontato ai toni della politica italian), anzi, ma ricordiamoci che Berlusconi lo ha sposato lei di sua volontà e che in tutto questo tempo lei è stata lì.

In effetti al sorriso e allo sghignazzo compiaciuto che mi vien spontaneo per ogni disavventura che capita a Berlusconi si aggiunge un’ombra, anzi due.

Ma é possibile affidare la speranza che l’Italia si accorga di chi è questo signore a una donna di mezz’età con la boccuccia siliconata?

E poi subentra il secondo brivido. Queste scene le abbiamo già viste. Berlusconi é sopravvissuto a due suoi stessi governi, ad una decina di processi (alcuni con sentenza di colpevolezza, poi amnistiata o prescritta, ma smpre di colpevolezza), alle sue gaffes, insomma a se stesso. È tornato sempre. Come prima, più di prima.
Non sarà certo la pur comprensibile sfuriata di Veronica a rallentare la sua ascesa agli inferi (perché in Italia l’inferno sta in alto).

Sapere che una diciottenne lo chiama papi (“Who’s your daddy?”) mi spinge al sorriso. Pensare che orami notizie del genere possono essere date senza che il senso del ridicolo (non dico della decenza -si faccia pure tutte le diciottenni che vuole- dico del ridicolo) lo confinino ai margini della vita politica mi gela quel sorriso in una smorfia di terrore.

Questo signore fa il cazzo che gli pare e noi ce ne freghiamo.

Una cosa dice Veronica di giusto: il peggio ci aspetta dopo.
La classe politica ha distrutto questo paese. Berlusconi è riuscito a catalizzare su di sé l’attenzione e a usare a piacimento quasi tutto: l’informazione, il potere, i soldi. Ma ha anche stabilito, grazie al suo irrefrenabile protagonismo e alla sua ingordigia, chi comanda e chi obbedisce.
Dubito che Berlusconi lascerà eredi. Passato lui assisteremo ad un caos politico senza precedenti.

Wednesday, 26 November 2008

Gentiluomini e no


La storia italiana pare inventata da un autore satirico e se le conseguenze non fossero sulla pelle dei cittatini, ci sarebbe da divertirsi.
La sensazione che si prova è la stessa del film "Il Dottor Stranamore", dove si ride a crepapelle e allo stesso tempo si attende la distruzione dell'umanità.

Uno degli autori italiani in questo senso più formidabili è Carlo Cornaglia.
Ho cominciato a leggere le sue filatrocche sul sito www.voglioscendere.it

Cornaglia mette in rima, nello stile del Corriere di Piccoli d'inizio '900, le recenti vicende della politica italiana.
Divertito dalla sua penna, ho lasciato un commento in risposta sulla sua sezione del blog e ieri ho trovato una piacevole sorpresa nella mia buca delle lettere (elettroniche).

Il Cornaglia mi ringraziava per i complimenti, rincuorato che ci fosse qualcuno che andasse a leggere le sue filastrocche (ma sono sicuro che lo fanno in molti).
Gli ho scritto che tra tutte ho preferito quella sulla telefonata Berlusconi-Saccà, perchè assolutamente aderente nel contenuto e in gran parte anche nelle parole, alla vera e vergognosa intercettazione (vergognosa per il malcostume che emerge, non certo perché si tratta di un'intercettazione).

Rispondendogli gli consigliavo, per un prossimo libro-biografia sul Nano da Governo, di non tralasciare la telefonata Berlsuconi-Dell'Utri all'indomani della bomba messa da Cosa Nostra in casa Berlusconi in via Rovani a Milano (dove viveva segregata Veronica Lario, ancora non sposata con Al Tappone).

Solo che mentre dattilografavo questo consiglio si formava nella mia testa il primo verso, a cui poi ne è seguito un secondo e così via...

Morale: ho dovuto scriverla.

Non ritengo che sia al livello del Cornaglia, tante rime e metri non tornano, però non è tanto male.

L'ho mandata a Cornaglia, che da vero Gentiluomo, ha rsposto ringraziandomi.


La cosa che più mi ha colpito mentre ci lavoravo, è stato leggere tra le righe della telefonata.
Già Marco Travaglio ne ha fatto più volte un divertentissimo commento, ma i dettagli da "Dottor Stranamore" sono più di quelli che dice lui.

-Se scoppia una bomba, Berlusconi ha già un'idea di chi può essere: ma che razza di gente frequenta?
-Per sicurezza chiama Dell'Utri: una specie di Pronto Bomba (cosa vuoi che ne sappiano gli inquirenti?)
-Berlusconi dice che la bomba è rispettosa e affettuosa: neanche 24 ore e già difende chi l'ha messa.
-Berlusconi si lamenta che la Polizia l'ha dovuto interrogare. Quando si dice la paura delle divise.
-Berlusconi ha voluto fare Sherlock Holmes: dice che ha subito alla Polizia capito che si tratta di Mangano (il mafioso che Berlusiconi pagava per tenersi fuori dai guai negli anni dei sequestri e della MAfia a Milano).
-Berlusconi parlando con Dell'Utri accusa poi la Polizia di avergli messo in bocca il sospetto su Mangano.
-Dell'Utri, da vero esperto capisce che nel caso dia stato Mangano qualcosa non torna e per tutta la telefonata chichinna: quando si dice capire un certo linguaggio...
-Berlusconi e Confalonieri (presente sulla scena) hanno paura che la Polizia sia arrivata per loro e ora gli seccherebbe averli tra i piedi a causa di questa bomba.
-Berlusconi dice alla Polizia che pur di star tranquillo è disposto a pagare trenta milioni a degli estosori.
-La Polizia, non conoscendolo ancora, cerca di spiegargli l'educazione civica in caso di ricatto, ma lui insiste che trenta milioni sono bruscolini (come fosse un fatto di soldi).
-Un certo Bosco conserva una precedente lettera minatoria autografa di Mangano (spero che Bosco sia un poliziotto o un magistrato, perché se no vuol dire che qualche collezionista amico dei nostri si trattiene prove incriminanti).
-Confalonieri è felice perché Veronica Lario é gelosa di Berlusconi: quando si dice il transfer...
-Dell'Utri, all'epoca indagato per traffico di droga (per questo la telefonata è stata intercettata) ha un amico nella DIGOS con cui prende appuntamenti privati.
-Berluscholmes non ha capito niente perché la bomba è una avvertimento del clan Santa Paola che vuole avvicinare Craxi: quando si dice Berlusconi...


“Ehi Marcello! puoi parlare?"
"Dimmi Silvio, sono qui!"
"E stato Mangano, sicuro
che stanotte ha fatto il blitz."

"Corri troppo, che è successo?"
"Una bomba in via Rovani
è quel Mangano che ha messo,
e con le sue stesse mani!"

"Come ha fatto Sua Emittenza
A far queste conclusioni?"
"Una scia di deduzioni,
la mia grande intelligenza

come quella di Poirot
A cui devo un gran rispetto"
"Si capisce... Sai, però
che nessun mi aveva detto

che quel Mangano era fuori?
A saperlo in precedenza
gli mandavo dei bei fiori
per la fin della sentenza."

"Io però 'sta cosa qui,
quando ho visto che cos'era
con solo un chilo di
polvere esplosiva nera

Ho pensato: che rozzezza
pesa solo qualche etto
alla fin fa tenerezza
è fatta quasi con affetto

E poi sulla cancellata
esterna della villa
quasi una telefonata
una cosa assai tranquilla

Tutti gli altri mandan lettere
oppur fan sapere a te
lui invece preferisce mettere
una bomba fai-da-te

Io, purtroppo, questa sera
sono stato interrogato
dai Caramba, sfiga nera
e son lor che m'han portato

A dovere confessare
che il Vittorio, quello lì
Stava a Monza a soggiornare
a villa san Martino." "Sì..."

"Ed ho ammesso la faccenda
«Lo stalliere stava là»
E in effetti la vicenda
Loro la sapevan già.

Perché non si spiega proprio
che cos'altro voglia dire
quel dannetto assai irrisorio
da duecentomila lire.”

“Come a dire «faccio un botto!»
Un acustico segnale”
“Lo ripeto con rispetto,
non volea certo far male”

“Io pensavo che portasse
ancora il pigiama a strisce
che sia uscito di galera
ti confesso, mi stupisce.

Ma tu dici giustamente
non c'è un'altra spiegazione!”
“Se buon sangue mai non mente
È la sola conclusione”

“Io, tra l'altro, aveo parlato
con il tizio della DIGOS
che mi ha detto «se hai bisogno
noi oramai siam grandi amigos»

E gli ho detto «Mah, sì guardi,
ci sentiamo poi domani»
"Ma chi è, quello che tu…?”
“Ssst! Ritornando a via Rovani

Non ci ho ancora riflettuto
ma si deve convenire
che il cancello lo ha abbattuto
il magnifico stalliere.”

“Il carabiniere ha detto
che é un segnale d'estorsione
terroristi non ritiene
forse un’intimidazione.

Quindici anni son passati
però il Mangano usa solo
i suoi modi collaudati:
vale dire del tritolo.”

“Non che pensato io non ci abbia
ma poi dico «Mah, non può
esser lui, perché sta in gabbia»
Ma se uscito, ecco... però

non avrei sto dubbio netto"
"Son stati i Carabinieri
Proprio loro me l'han detto!
E il fedel Confalonieri

condivide la teoria
che ti ho espresso fino a adesso
della polizia, non mia!
‘Spetta un po’ che te lo passo”

“Uè Marcello! Come va?
Sei d'accordo anche tu, no?”
“Ciao Fedele, boh, sarà
però proprio non lo so…”

“Questo Mangano è noioso
Non è un uom di fantasia
Se negli anni vo a ritroso
vedo una monotonia.

Si ripete, sempre uguale
“Direi timido, persino
sol per dire «Sono qui»”
“Come l'altro bigliettino

con la sua crocetta nera,
ti ricordi, L'altra volta?
E lo stesso questa sera”
“Che tra l'altro, l'ha raccolta

Bosco, il tale nostro amico
la missiva minatoria.”
“Caro amico sai che dico?
Questo tientelo a memoria:

noi più vecchi diventiamo
e più cinici, Marcello.
E la povera Veronica,
ora senti, viene il bello:

lei sta qui esterrefatta!
E gelosa, addirittura!
Una scena tale ha fatta,
non sopporta la clausura

a cui Silvio la costringe
da novello Barbablù
mentre a me la cosa spinge
a commuovermi di più

per lui, Silvio! È portentoso:
cinquant'anni e avere ancora
qualcun che di te è geloso
e cotanto si accalora.

Ti saluto, ciao Marcello!”
“Ciao fedel gonfaloniere!”
“Non sciuparti le tonsille!”
“Me le curo, non temere.”

Torna Silvio all’apparecchio
“Or non ho più dubbio alcuno
per le bombe ci ho l’orecchio
come me non l’ha nessuno.

Questo chilo d’esplosivo
non è questo grande oltraggio
solo un modo alternativo
di mandare a me un messaggio.

Sol che invece della carta
come il resto del pianeta
lui per scrivere bombarda"
"Perché è un analfabeta!"

"E la Polizia sgomenta
quando gli ho comunicato
che milioni, pfui, anche trenta
alla fine gli avrei dato

se ci avessero chiamati.
E gli agenti esterrefatti
tutti strascandalizzati
mi fan: «Guardi che hai ricatti

lei non deve dare corda!
Ad avvertirci la esortiamo:
noi si fa una bella scorta
ed il Mangano arrestiamo»

Ed io faccio «Ma no, in fondo
cosa son trenta milioni?
Li prelevo dal mio conto»
Ma hanno preso precauzioni…

Io e Fedele, preoccupati
(sappiam noi di che siam rei)
ci siam visti circondati!
Ecco sai, io non vorrei

che per questa sciocchezzuola
ci si mettano a scortare
me al lavoro, i figli a scuola
sai che incubo infernale?

Come vada, son convinto
che di Mangano si tratta
dai dettagli ormai si é evinto.
Perché spiegami che altra

genesi potrebbe avere
una bomba sotto casa
se non di farci sapere
che la cupola ci vasa?”

“Sì però non torna il fatto
che nel caso sia Vittorio
come mai non c'è un ricatto
o un biglietto minatorio?”

“Ma no, è stato solamente
un mafioso souvenir
perché non mi esca mai di mente
a chi devo il mio avvenir.”